I ricordi della partenza di Massimiliano, 150 anni fa

Quattro giorni prima di salire, dal porticciolo del Castello di Miramare, sulla fregata Novara che l’avrebbe portato in Messico, a prendere possesso del suo impero, l’arciduca Massimiliano d’Asburgo volle scrivere una lettera di congedo al Podestà di Trieste Carlo Porenta, e usò delle espressioni di affetto verso la città che forse non erano solo formali.
Ecco il testo della lettera:

Caro Signor Podestà,
Mentre fidente nell’ajuto del Cielo, io assumo lontano Imperio, non posso a meno rivolgere un Addio pieno di mestizia alla bella e cara Trieste.
Mia residenza d’elezione e quasi patria per dolce affetto, Io l’amai profondamente e nel lasciare l’Europa sento qual copia di preciose memorie ad essa Mi leghino.
Non dimenticherò mai la gentile cortesia dei suoi abitanti, né le prove di devozione che i Triestini costantemente offrirono alla Mia casa ed a Me e queste memorie mi seguiranno come dolce conforto nella lontananza e come felice augurio per l’avvenire.
Mi sarà ognor grato che il Mio giardino di Miramar sia visitato dalla popolazione di Trieste e fino a che le circostanze il permettano, dispongo che esso rimanga giornalmente aperto. Bramo che i poveri conservino qualche memoria della Mia affezione e destino loro la somma di Fiorini 20.000, i cui interessi verranno a cura del Municipio distribuiti annualmente la vigilia del Natale tra le famiglie più bisognose della Città.
A Lei Signor Dottore Carlo Porenta, quale rappresentante della Città di Trieste, conferisco la Commenda dell’Ordine del Mio Impero.

Massimiliano

Miramar 10 aprile 1864

Questa lettera è conservata nell’Archivio del Museo civico di Storia Patria e, in occasione del 150° anniversario della partenza, avvenuta esattamente il 14 aprile 1864, verrà esposta, domenica 13 aprile, al Museo Sartorio di Largo Papa Giovanni XXIII 1 assieme a un’altra preziosa testimonianza della vicenda che legò Massiliano al Messico, un mantello, del tipo che viene definito correttamente “Jorongo” e più comunemente “poncho” da lui indossato durante la sua permanenza nel “Nuovo Mondo”. Come è noto solo tre anni dopo, il 19 giugno 1867, Massimiliano fu fucilato a Querétaro per ordine del suo oppositore Benito Juarez.

Secondo la direttrice del Museo di Querétaro Maria Concepcion Lambarri Malo, che sta ricostruendo la cella in cui venne recluso l’imperaratore prima della sua esecuzione, questo mantello o uno molto simile fu usato da lui per coprire la finestra della cella che non aveva vetri e ripararsi dal freddo. Ci sono alcune foto che lo ritraggono in Messico mentre indossava questo mantello dai colori vivaci che richiama l’abbigliamento etnico e i colori della bandiera messicana, bianco, rosso e verde, riportando agli angoli ricami con la corona imperiale.
La riscoperta del mantello nelle raccolte dei Civici Musei è dedicata ai triestini che domenica 13 aprile potranno approfittare dell’offerta del Comune che concede, come ogni seconda domenica di ogni mese, l’ingresso gratuito ai nati o residenti a Trieste.

Comts/RF